lunedì, gennaio 28, 2008

Ordinarie follie lavorative

Piccola epopea della durata complessiva di 24 ore.

Ieri (domenica), intorno alle cinque e mezza, la Grande Capessa mi dice: «Bisogna presentare un elenco di proposte e relativi costi al committente Pinco Pallo, che ci ha chiesto delle ipotesi di attività estive nella sua struttura. Io mi sono consultata con Scooter-Man e con Caos Incarnato, e abbiamo pensato a un tot di possibilità...»
Io: «Sì, ho capito, era quella lista che Scooter-Man mi ha spedito per email l'altro ieri».
Grande Capessa: «Ah bene, te l'ha mandata. Non ce l'hai qui con te?»
Io: «Non avevo idea che dovessimo lavorarci oggi».
Grande Capessa: «Va bè, pazienza, comunque ti ricapitolo io le cose fondamentali: questo, quello, quest'altro e quell'altro. Si tratta solo di fare un bel file con descrizioni, costi, dettagli, eccetera. Ci pensi tu, vero? Poi lo mandi a Caos Incarnato, che ha tutti i contatti, così lui li gira al committente.»
Io: «Scadenza?»
Grande Capessa, arrossendo: «Domani.»
Io, fulminandola: «Come, domani?!?»
Grande Capessa: «Eh, sì, loro ci hanno chiesto tutto entro domani...»
Io: «Ovvero, tradotto, devo lavorarci stanotte.»
Grande Capessa tira fuori gli occhioni luccicosi e supplichevoli, perché 'st'animala LO SA che mi frega come vuole. E infatti.
Io: «E va bene, e va bene! Tiro fuori i vecchi preventivi di Tizio e Caio, ci aggiungo le vecchie proposte che avevamo mandato a Sempronio, faccio un po' di taglia e incolla, e aggiusto le cifre. Ovviamente le aggiusto al rialzo, niente preventivi da fame, stavolta!»
Grande Capessa: «Guarda, le cifre io nemmeno le voglio vedere, decidetele tu e Caos Incarnato, così io non corro il rischio di scombinare i conti.»
Io: «Affare fatto.»

Dopo aver viscidamente barattato il lavoro notturno con la promessa che martedì ci rivedremo per gestire un'altra questione (sempre di lavoro) che Grande Capessa non ha voglia di guardare nemmeno col binocolo, vado a casa e, dopo cena, mi metto al lavoro. Tiro fuori diversi file vecchi, li monto e smonto, una ritoccatina qui e una lì, finché arrivo a un punto morto. Non posso proseguire perché, nella lista inviatami da Scooter-Man, ci sono delle cose che Grande Capessa non mi ha citato. Quindi, o non me le ha citate perché se le è dimenticate, o perché non le ritiene adatte alla struttura a cui è rivolto il preventivo.
Guardo l'orologio: le dieci e quaranta. Un po' tardino per telefonarle, rischio che sia già andata a dormire. Cioè: è improbabile, ma non impossibile. Così opto per un SMS, che recita: "Se sei ancora sveglia, puoi chiamarmi? Grazie."
Niente telefonata. O dorme, o non ha visto il messaggio. Comunque sia, bisognerà riprendere il discorso domani. Salvo il file e glielo spedisco per email, giusto così per scrupolo, scrivendole dove mi sono inceppata. Poi abbandono il computer, sistemo alcune cose in casa (ebbene sì, sto proseguendo con il packaging di cui vi parlavo qualche post fa) e poi, intorno a mezzanotte e mezza, il Ghigo ed io ci dirigiamo a letto, intenzionati a dormire come due sassi: io perché so che mi aspetta una giornata pesante, lui idem (con l'aggravante che deve svegliarsi alle cinque e mezza per una trasferta).
All'una meno dieci, quando iniziavo a scivolare tra le braccia di Morfeo, suona il mio cellulare e poco ci manca mi venga un attacco di cuore (io ho il sonno MOLTO leggero, basta una zanzara e salto come una cavalletta, e non starò a dirvi cosa riesco a combinare quando ho degli incubi dai quali mi sveglio all'improvviso).
Passato l'attimo di panico, allungo il braccio sul comodino senza nemmeno guardare chi è, perché tanto avevo già capito.
Io: «Pronto...?»
Grande Capessa, allarmatissima: «Che cosa è successo?!?!?!?»

Adesso. Va bene che, fra tutte e due, non si sa chi è stata più sfigata negli ultimi mesi, e non si contano le volte che abbiamo dovuto telefonarci o messaggiarci per avere/dare sostegno o per correre (a volte letteralmente) l'una dall'altra. Ma se fosse successo qualcosa di grave, magari le avrei telefonato, o sarei stata più chiara nel mio SMS. Mi scappa una risata.
Io: «Ma niente... era per una cosa di lavoro... quella roba che mi hai chiesto oggi...»
Grande Capessa: «Aaah! Perché io il messaggio l'ho letto solo adesso... in effetti ero un po' indecisa se chiamarti, a quest'ora, però per sicurezza...»
Io (cercando di tagliare corto per non svegliare ulteriormente il Ghigo): «Tranquilla. Ti ho mandato tutto via mail, quindi scarica la posta e poi mi farai sapere.»
Grande Capessa: «Va bene anche domattina, no? Così non sto a riaccendere il computer. Dài, domattina ci guardo e poi ti chiamo.»
Io PENSO: Non è vero. Domattina sei incasinata come poche mattine al mondo, quindi non avrai mai il tempo di guardarci, quindi non mi farai sapere niente, quindi io rimarrò incagliata e dovrò rincorrerti tutto il giorno in mezzo ai tuoi appuntamenti, incontri, conferenze, riunioni, consigli di amministrazione e il cielo sa cos'altro. Però lo so che in questo momento sei troppo rincoglionita per riuscire a lavorare.
Quindi mento e DICO: «Sì, anche domattina. Aspetto tue notizie. 'notte, capo...»
Grande Capessa: «'notte... e scusa... 'notte...»
Il Ghigo si gira e bofonchia: «Tutto okay?»
Io: «Sì... un equivoco su un SMS...»
Ghigo: «Ma era davvero il capo?»
Io: «Ehm, sì... io avevo mandato un SMS due ore fa, ma lei l'ha letto adesso e...»
Ghigo (ridacchiando e tirandosi le coperte sul naso): «No, fa lo stesso... non lo voglio sapere...»
Io (ridacchiando): «Dài... lo sai com'è il mio capo.»
Ghigo: «Poveri noi...»

Ovviamente il giorno dopo (cioè oggi), nessuna notizia. Procedo comunque e penso di chiedere aiuto a Caos Incarnato. Inizia così un carteggio email di domande, risposte, suggerimenti e opinioni, che in effetti contribuisce a dare forma al file dei preventivi.
Resta però un interrogativo grosso, e cioè che, tra le voci non elencate dalla Grande Capessa, ma presenti nell'elenco di Scooter-Man, ci sono due concerti, di due gruppi musicali, che non ho idea se vadano inseriti o meno, e, nel caso, quanto costino.
Caos Incarnato parte deciso: «Sì sì, io dico che vanno benissimo, mettili nel file.»
Io: «Va bene, li metto, ma tu sai quanto ci costano? Trasporto e vitto lo so perché una volta me ne sono già occupata, ma il cachet non lo conosco.»
Caos Incarnato: «A me il loro Capoccia 1 aveva detto gratis.»
Io: «Ma quando? Perché a me la loro Capoccia 2 aveva detto che per noi avevano suonato gratis in virtù di un rapporto di lunga data... però credo che in via normale, per altri committenti, vogliano dei soldi... anche se poi probabilmente, conoscendoli, danno tutto in beneficenza o qualcosa del genere...»
Caos Incarnato: «Boh, a me avevano detto gratis.»

Molto perplessa, mando una mail a Capoccia 2 per chiedere lumi. Nel frattempo, miracolosamente, Grande Capessa chiama. Ovviamente la famosa mail non l'ha vista, ma posso almeno riepilogare le lacune e ottenere alcune informazioni utili.
Io: «E i concerti dei due gruppi li metto?»
Grande Capessa: «Nooo, quelli no... in quel posto non ce li vedo...»
Io: «Guarda che Caos Incarnato sembrava convinto che fossero adatti.»
Grande Capessa: «Ma sei sicura?»
Io: «Amore bello, sì che sono sicura, è tutto il giorno che ne parliamo!»
Grande Capessa: «Allora va bene, inserisci pure.»
Io: «Ma tu sai quanto costano?»
Grande Capessa: «Ah, no... quella volta avevano fatto tutto gratis...»
Io: «Eh. Quella volta. Ma qui è un discorso diverso. Io ho chiesto alla loro responsabile, ma non so se mi manda una risposta entro oggi.»
Grande Capessa: «Allora fai così... li inserisci, ma scrivi che siamo in attesa di preventivo aggornato al 2008, se no rischiamo di dire qualche stupidata.»

Metto giù il telefono, avviso Caos Incarnato.
Lui commenta: «Ma come? Glielo avevo detto da subito, che secondo me era il posto giusto per quei due concerti, lo sapeva benissimo!»
Io: «Ah ragà, basta che vi mettiate d'accordo, va bene? Io 'sto cazzo di file ve lo scrivo, ma almeno che non mi diciate due cose diverse!»
Un minuto dopo, arriva la risposta da Capoccia 2. Cachet del primo gruppo, 4.000 euro. Cachet del secondo gruppo, 2.000 euro.
Non so a voi, ma a me sembra parecchio diverso da "gratis".
Aggiorno il file e scrivo "in attesa di preventivo 2008", sperando che ci siano margini di contrattazione. Se poi non ci saranno, niente gruppi musicali e pazienza, mica muore nessuno. Apporto le ultime modifiche al file, provvedo a qualche ritocco, finalmente lo spedisco a Caos Incarnato dicendogli che è completo, che per favore lo rilegga e corregga eventuali errori, e che se vuole può anche ritoccare i prezzi purché NON al ribasso. Consentiti solo rialzi.

Trenta secondi dopo che ho spedito il file, ma più probabilmente nemmeno trenta secondi dopo, la mia adorata micina nera Morgana, che stava pisolando sul monitor, si alza e inizia ad avere dei conati di vomito (è delicata di stomaco, le càpita con una certa frequenza). In tre salti arrivo in cucina e prendo il rotolo della carta assorbente, torno nello studio e cosa trovo?
Lei ha vomitato solo un po' di succhi gastrici misti a pelo, e ha il musino inebetito di quando le succede questa cosa.
Il monitor è NERO. La lucina verde diventa arancione e inizia a lampeggiare.
Tracce di succhi gastrici sono evidentemente presenti sopra la grata del monitor.
Se ne deduce che i suddetti succhi gastrici sono colati DENTRO il monitor e lo hanno fritto.

Era già successo un'altra volta in passato, ma il monitor (dopo qualche strano lampo e un po' di sfrigolìo condito da puzza di bruciato) si era ripreso in fretta. Stavolta, è inequivocabilmente cadavere.

Ringrazio il cielo di avere spedito il maledetto file PRIMA che avvenisse il disastro, e guardo l'orologio. Le cinque e mezza. Esattamente 24 ore dopo che Grande Capessa aveva esordito con «Bisogna presentare un elenco di proposte e relativi costi...».
Facendo un bilancio, mi ritrovo con:
- una giornata passata a compilare UN solo, maledetto file (oltre che a curare alcune inderogabili commissioni fuori casa);
- un attacco di cuore da telefonata notturna;
- una serie di altri lavori rimasti al palo, che dovrò concentrare nelle prossime 36 ore senza avere nessuna pietà di me stessa;
- un monitor fritto.

Ed è solo lunedì...

2 commenti:

Mattia Bulgarelli ha detto...

Non so se ti può consolare.
Il nostro "figlio maggiore" ha deciso di marcare il territorio addosso al monitor di Manu.
Risultato immediato: non si accenderva più.
Manu, con cacciavite, phon e santa pazienza ha operato a cuore aperto il fedele monitor per asciugarlo ed è resuscitato.

Almeno a noi è andata bene.

Swan ha detto...

A 'sto punto potremmo anche chiederci cosa sia peggio tra dare l'aspirapolvere ai fumetti o dare il phon al monitor... ^__^