Ed ecco gli auguri di fine anno, con lo stesso sistema degli auguri di Natale. :-)
Questo è il blog di Valentina Semprini. Parla di fumetti, musical, vita privata e altro. Quindi contiene chiacchiere, segnalazioni, immagini, video, riflessioni, sfoghi, recensioni... insomma, è un blog: che vi aspettavate? :-)
giovedì, dicembre 31, 2009
venerdì, dicembre 25, 2009
Christmas Bells!
Vero che va bene se, invece che scrivere qualche frasetta di auguri, lascio parlare un po' di musica al posto mio?
sabato, dicembre 05, 2009
"Sventrato" vuol dire "sventrato"
Giovedì, ore 12:45. Arriva la mia signora ucraina (quella che una volta a settimana viene a darmi una mano con le pulizie "da mal di schiena", a me interdette causa infiammazione ormai cronica del nervo sciatico) e suona il citofono, ma il "beeeeeeep" del citofono (che ha un volume molto alto e spaventa regolarmente la mia bambina) decide di non fermarsi. Il suono insiste, fisso e lacerante, finché non sollevo la cornetta e allora smette d'improvviso. Desumo che si fosse incastrato il pulsante, o che un filo stesse facendo un contatto che non doveva, e non ci penso più.
Un'oretta dopo, proprio mentre sto dando la pappa alla bambina, il furibondo "beeeeep" riparte, e a nulla valgono i tentativi umani di fermarlo: sollevare la cornetta, premere in continuazione i pulsanti che aprono cancello e portone, alzare e abbassare ripetutamente la levetta che accende e spegne la comunicazione con l'esterno... niente da fare. Nel frattempo la bambina piange, la signora ucraina tenta di calmare la bambina e fa peggio... un disastro.
Decido di passare ai metodi disumani.
Stacco il contatore della luce (rendendomi conto solo poi che anche il computer era acceso...), ma niente da fare: evidentemente il citofono prende la corrente dal contatore esterno, quello condominiale. Allora afferro il citofono, contestualmente tirando giù tutti i santi del Paradiso, e lo sbatacchio con tutte le mie forze, nella speranza di sbloccare il misterioso ipotetico contatto che si è bloccato. Col risultato che mi ritrovo in mano la copertura in plastica, mentre il "beeeeeeep" assordante continua imperterrito e tutti i meccanismi interni del citofono a quel punto sono visibili. Inclusi un sacco di fili colorati. Schizzo in cucina, afferro le forbici con la copertura in plastica e assalgo il citofono in perfetto stile Psycho. Al secondo affondo, il suono cessa.
Sogghigno di soddisfazione.
Calmo la bambina, finisco di darle la pappa e gioco un po' con lei, dopodiché la metto a nanna per il pisolino del pomeriggio. A quel punto mando una mail al Ghigo in ufficio:
"Ehm... se riesci a venire a casa a un'ora decente, bisognerà andare a comprare un citofono nuovo, perché quello vecchio l'ho personalmente sventrato... poi ti spiego."
Lui arriva a casa puntualmente fornito di citofono nuovo comprato all'OBI. Esamina con uno sguardo la scena del delitto e balbetta:
"Ma... ma... ma cosa è successo?"
"Io e il citofono abbiamo litigato".
"Ma... ma... i fili sono tutti tagliati!"
"Lo so, sul momento non ho trovato altro modo per farlo smettere di suonare, avrei voluto vedere te con lei che piangeva in continuazione e quel suono assordante nelle orecchie!"
"Ma... ma... se i fili sono tutti tagliati e penzoloni, io adesso come faccio a capire come collegare i fili al citofono nuovo?!?"
"Ah."
"Non ci posso credere..."
"Oooh, insomma, alla peggio chiameremo un elettricista... e poi non ti avevo mica scritto che si era ROTTO il citofono, ti ho chiaramente scritto che l'avevo SVENTRATO!"
"Roba da matti... voglio fotografarlo..."
"Già fatto."
Il seguito alla prossima puntata.
Testimonianze dalla scena del delitto.
Foto 1 (panoramica):

Foto 2 (dettaglio):
Un'oretta dopo, proprio mentre sto dando la pappa alla bambina, il furibondo "beeeeep" riparte, e a nulla valgono i tentativi umani di fermarlo: sollevare la cornetta, premere in continuazione i pulsanti che aprono cancello e portone, alzare e abbassare ripetutamente la levetta che accende e spegne la comunicazione con l'esterno... niente da fare. Nel frattempo la bambina piange, la signora ucraina tenta di calmare la bambina e fa peggio... un disastro.
Decido di passare ai metodi disumani.
Stacco il contatore della luce (rendendomi conto solo poi che anche il computer era acceso...), ma niente da fare: evidentemente il citofono prende la corrente dal contatore esterno, quello condominiale. Allora afferro il citofono, contestualmente tirando giù tutti i santi del Paradiso, e lo sbatacchio con tutte le mie forze, nella speranza di sbloccare il misterioso ipotetico contatto che si è bloccato. Col risultato che mi ritrovo in mano la copertura in plastica, mentre il "beeeeeeep" assordante continua imperterrito e tutti i meccanismi interni del citofono a quel punto sono visibili. Inclusi un sacco di fili colorati. Schizzo in cucina, afferro le forbici con la copertura in plastica e assalgo il citofono in perfetto stile Psycho. Al secondo affondo, il suono cessa.
Sogghigno di soddisfazione.
Calmo la bambina, finisco di darle la pappa e gioco un po' con lei, dopodiché la metto a nanna per il pisolino del pomeriggio. A quel punto mando una mail al Ghigo in ufficio:
"Ehm... se riesci a venire a casa a un'ora decente, bisognerà andare a comprare un citofono nuovo, perché quello vecchio l'ho personalmente sventrato... poi ti spiego."
Lui arriva a casa puntualmente fornito di citofono nuovo comprato all'OBI. Esamina con uno sguardo la scena del delitto e balbetta:
"Ma... ma... ma cosa è successo?"
"Io e il citofono abbiamo litigato".
"Ma... ma... i fili sono tutti tagliati!"
"Lo so, sul momento non ho trovato altro modo per farlo smettere di suonare, avrei voluto vedere te con lei che piangeva in continuazione e quel suono assordante nelle orecchie!"
"Ma... ma... se i fili sono tutti tagliati e penzoloni, io adesso come faccio a capire come collegare i fili al citofono nuovo?!?"
"Ah."
"Non ci posso credere..."
"Oooh, insomma, alla peggio chiameremo un elettricista... e poi non ti avevo mica scritto che si era ROTTO il citofono, ti ho chiaramente scritto che l'avevo SVENTRATO!"
"Roba da matti... voglio fotografarlo..."
"Già fatto."
Il seguito alla prossima puntata.
Testimonianze dalla scena del delitto.
Foto 1 (panoramica):

Foto 2 (dettaglio):
lunedì, novembre 09, 2009
The Wake
E quel giorno alcuni di loro presero la parola. E alcuni restarono in silenzio.Ma non c'è bisogno di riferire ogni sermone e discorso fumebre. Dopotutto eravate presenti. Potete aver dimenticato, nelle ore di veglia, qul che avete sentito quel giorno...
Ma vi tornerà in mente nei dolci, perduti, attimi di passaggio tra la veglia e il sonno profondo...
ricorderete le voci sussurranti degli dei della terra e del cielo...
le risate acute dell'innocente Caos...
il mormorio angosciante del freddo Ordine...
Le voci dei vivi. le voci dei morti.
Affolleranno il vostro sonno fino alla morte.
E poiché questoè un sogno...
e non dovrete mai dimenticare che si tratta di un sogno...
non sarete sorpresi quando di colpo, senza alcuna mediazione, come accade nei sogni...
il mausoleo non è più un mausoleo... voi tutti vi trovatre su un ponte.
Il mausoleo si è trasformato in un ponte? O è sempre stato così? O vi siete lasciati alle spalle il mausoleo dopo un misterioso viaggio?
Non sapreste dirlo.
Ma quella che avete scambiato per una bara è indubbiamente una barca.
Ora, mentre la barca comincia lentamente a scivolare, la ragazza nell'abito rosso si rivolge a tutti voi.
E le sue parole spiegano tutto.
Vi danno la pace. E il senso delle cose.
La ragazza dice addio a suo fratello.
E a quel punto fluttuate senza corpo, nel cielo, sovrastando il mondo.
E come capita nei sogni, non potete fare altro che osservare.
E a quel punto,
lottando per restare lucidi,
con la speranza che non finisca mai,
certi che il sogno, una volta interrotto, non tornerà mai più...
...vi svegliate.
Ed è un nuovo inizio.
[Neil Gaiman, "Sandman: The Wake"]
domenica, settembre 27, 2009
venerdì, settembre 25, 2009
Raffa forever
Questa sera ho cenato tardi (il tempo vola sempre via quando lavoro a qualcosa che mi piace) ma nonostante fossero già le nove, la mia scricciola era di ottimo umore - di solito intorno a quell'ora inizia ad essere un po' idrofoba perché ha fame e sonno. Così l'ho piazzata nella sua seggiolina e ci siamo fatte compagnia mentre io mangiavo e il suo biberon si scaldava (il Ghigo era uscito per un impegno).
Per distrarla ulteriormente accendo la tivù, quella piccola della cucina, e in cosa mi imbatto? Programma I migliori anni della nostra vita, condotto da Carlo Conti. Lì per lì volevo cambiare canale istantaneamente, ma proprio in quel momento parlavano degli anni Ottanta (i miei!!!) e presentavano il Gruppo Italiano che cantava "Tropicana" (mioddio da quanto tempo!!!), quindi sono rimasta su Rai Uno... anche perchè ogni singola canzone io la cantavo a mia volta tipo karaoke e facevo così la gioia della piccina, che se c'è una cosa che adora, è sentir cantare la sua mamma.
E in questo quadro idilliaco (io canto, la piccola mi guarda come se avesse una visione mistica, la canzone finisce, io faccio un sacco di moine alla piccola in attesa della canzone successiva, lei mi sorride beata), Carlo Conti inizia a introdurre il prossimo brano con la solita sfilza di banalità: pezzo indimenticabile, interpreti bravissimi, bla bla bla... e arriva al dunque: Aleandro Baldi e Francesca Alotta con "Non amarmi" (avete presente? se non l'avete presente e non ricordate il testo, non capirete mai il finale di questo post - ecco qua un link al testo).
L'incanto svanisce ed io - colta da un ricordo folgorante - inizio a ridere come una disperata, piegata in due, mentre la piccola mi guarda perplessa... poi mi riprendo e le canto anche questa, ma intanto i ricordi sono tornati a quasi vent'anni fa in quel di Bologna, nell'appartamento che condividevo con alcune amiche quando andavo all'università.
Una di queste, la mitica Raffa: persona in gambissima e con un carattere attivo e socievole che le ho sempre invidiato, ma con una singolare propensione a travisare nomi e parole.
Esempio 1.
"Va bè, ragazze, io capisco che il tal tizio si sia comportato male, però vorrei anche scagliare una freccia in favore di..."
"Raffa, si dice spezzare una lancia..."
Esempio 2.
"Uuuuh, che bel sole! E' proprio vero, il mattino si vede dal buongiorno!"
"Raffa, si dice il buon giorno si vede dal mattino..."
Ma la più bella.
"Alzi un po' la radio? C'è quella canzone di Aleandro Baldi e Francesca Alotta..."
"Uh sì, volentieri, piace anche a me! Anche se, a dirla tutta, non è che abbia mai capito fino in fondo il motivo di tutti i problemi che si fanno i protagonisti della canzone..."
"Bè, insomma, non è che sia una relazione come tutte le altre, direi che hanno le loro ragioni."
"Ma scusate, dov'è il problema? Di rapporti a distanza è pieno il mondo!"
"Rapporti a dist...? Raffa, ma di che stai parlando?"
"Eh, che lui sta in Inghilterra e lei in Italia, no?"
"?!?!?!?!?"
"Dài, quando lui dice «Non amarmi perché vivo a Londra»!!!"
Per distrarla ulteriormente accendo la tivù, quella piccola della cucina, e in cosa mi imbatto? Programma I migliori anni della nostra vita, condotto da Carlo Conti. Lì per lì volevo cambiare canale istantaneamente, ma proprio in quel momento parlavano degli anni Ottanta (i miei!!!) e presentavano il Gruppo Italiano che cantava "Tropicana" (mioddio da quanto tempo!!!), quindi sono rimasta su Rai Uno... anche perchè ogni singola canzone io la cantavo a mia volta tipo karaoke e facevo così la gioia della piccina, che se c'è una cosa che adora, è sentir cantare la sua mamma.
E in questo quadro idilliaco (io canto, la piccola mi guarda come se avesse una visione mistica, la canzone finisce, io faccio un sacco di moine alla piccola in attesa della canzone successiva, lei mi sorride beata), Carlo Conti inizia a introdurre il prossimo brano con la solita sfilza di banalità: pezzo indimenticabile, interpreti bravissimi, bla bla bla... e arriva al dunque: Aleandro Baldi e Francesca Alotta con "Non amarmi" (avete presente? se non l'avete presente e non ricordate il testo, non capirete mai il finale di questo post - ecco qua un link al testo).
L'incanto svanisce ed io - colta da un ricordo folgorante - inizio a ridere come una disperata, piegata in due, mentre la piccola mi guarda perplessa... poi mi riprendo e le canto anche questa, ma intanto i ricordi sono tornati a quasi vent'anni fa in quel di Bologna, nell'appartamento che condividevo con alcune amiche quando andavo all'università.
Una di queste, la mitica Raffa: persona in gambissima e con un carattere attivo e socievole che le ho sempre invidiato, ma con una singolare propensione a travisare nomi e parole.
Esempio 1.
"Va bè, ragazze, io capisco che il tal tizio si sia comportato male, però vorrei anche scagliare una freccia in favore di..."
"Raffa, si dice spezzare una lancia..."
Esempio 2.
"Uuuuh, che bel sole! E' proprio vero, il mattino si vede dal buongiorno!"
"Raffa, si dice il buon giorno si vede dal mattino..."
Ma la più bella.
"Alzi un po' la radio? C'è quella canzone di Aleandro Baldi e Francesca Alotta..."
"Uh sì, volentieri, piace anche a me! Anche se, a dirla tutta, non è che abbia mai capito fino in fondo il motivo di tutti i problemi che si fanno i protagonisti della canzone..."
"Bè, insomma, non è che sia una relazione come tutte le altre, direi che hanno le loro ragioni."
"Ma scusate, dov'è il problema? Di rapporti a distanza è pieno il mondo!"
"Rapporti a dist...? Raffa, ma di che stai parlando?"
"Eh, che lui sta in Inghilterra e lei in Italia, no?"
"?!?!?!?!?"
"Dài, quando lui dice «Non amarmi perché vivo a Londra»!!!"
mercoledì, settembre 23, 2009
Pubblicità da macaco a macaco
Nel corso di una sessione di pulizie d'autunno, ho trovato dietro un mobile un volantino pubblicitario che evidentemente era scivolato là dietro. L'avevo ricevuto l'anno scorso e lo avevo subito catalogato nella sezione "pubblicità ideata da macachi e diretta ad altri macachi".
Voilà il corpo del reato (cliccateci sopra per vederlo ingrandito):

Visto il giochino?
In teoria, ti regalano un'agenda.
Poi però, beh, non è proprio del tutto un regalo, devi spendere 60 centesimi.
Infine, cara cliente, il diritto al regalo devi pur guadagnartelo, bastano 5 euro di spesa e l'agenda è tua...
Ecco, io vorrei solo sapere se qualcuno ha effettivamente ritagliato il coupon e visitato il negozio. Solo questo vorrei sapere, già.
Voilà il corpo del reato (cliccateci sopra per vederlo ingrandito):

Visto il giochino?
In teoria, ti regalano un'agenda.
Poi però, beh, non è proprio del tutto un regalo, devi spendere 60 centesimi.
Infine, cara cliente, il diritto al regalo devi pur guadagnartelo, bastano 5 euro di spesa e l'agenda è tua...
Ecco, io vorrei solo sapere se qualcuno ha effettivamente ritagliato il coupon e visitato il negozio. Solo questo vorrei sapere, già.
martedì, settembre 15, 2009
Eccessi di strategia
Ore 6:50, la bimba inizia a mugolare.
Ore 7:20, è decisamente sveglia e mi alzo, la vado a prendere, la cambio, ecc.
Ore 8.30, colazione.
Ore 10.00, fa un pisolino nella carrozzina mentre mia sorella la porta a spasso.
Ore 10.40, si sveglia.
Ore 12.45, inizia ad agitarsi e io penso: "tra che si è svegliata presto stamattina, e ha dormito pochissimo - appena 40 minuti - nella carrozzina, questa mi arriva all'ora di pranzo - che per lei sarebbero le 14 circa - imbufalita, un po' per la fame e un po' per il sonno.
Ore 12.55, ben PRIMA che si imbufalisca, la piazzo nell'altalenina elettrica, così magari fa una piccola nanna.
Ore 15.40, cioè ora: sta ancora dormendo...
Ore 7:20, è decisamente sveglia e mi alzo, la vado a prendere, la cambio, ecc.
Ore 8.30, colazione.
Ore 10.00, fa un pisolino nella carrozzina mentre mia sorella la porta a spasso.
Ore 10.40, si sveglia.
Ore 12.45, inizia ad agitarsi e io penso: "tra che si è svegliata presto stamattina, e ha dormito pochissimo - appena 40 minuti - nella carrozzina, questa mi arriva all'ora di pranzo - che per lei sarebbero le 14 circa - imbufalita, un po' per la fame e un po' per il sonno.
Ore 12.55, ben PRIMA che si imbufalisca, la piazzo nell'altalenina elettrica, così magari fa una piccola nanna.
Ore 15.40, cioè ora: sta ancora dormendo...
venerdì, settembre 11, 2009
Leggenda e mediocrità
Qualche mese fa, quando è morta Farrah Fawcett, ci sono rimasta molto male e ho scritto due righe anche qui sul blog. In quelle due righe, specificavo che il mio dispiacere era dovuto sostanzialmente alla perdita di un'icona della mia infanzia e giovinezza, ma non ho attribuito a Farrah qualità interpretative e artistiche superiori alla media o che so io. Ciascuno è libero di affezionarsi a chi gli pare, anche a sproposito, ma deve sapere (nei limiti del possibile) i motivi di tale affetto.
In questi giorni tutti piangono la morte di Mike Bongiorno, e questo lo capisco perché si trattava di una figura storica della televisione italiana. Capisco di meno la mitizzazione del personaggio, l'attribuirgli caratteristiche che difficilmente gli venivano concesse quando era in vita.
Quindi, da snob quale sono, mi concedo di citare queste righe da Wikipedia:
Agli inizi degli anni sessanta Umberto Eco gli dedica il celeberrimo saggio Fenomenologia di Mike Bongiorno, nella quale la tecnica comunicativa del conduttore viene analizzata dal noto scrittore in maniera accademica. Umberto Eco rintracciava le radici profonde del successo di questo personaggio nella sua "mediocrità assoluta" grazie alla quale «lo spettatore vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti».
(inciso: il che è poi, aggiungo io, un modo di fare tv precursore dei reality show)
L'articolo di Eco è disponibile per intero qui. Ci si potrà trovare più o meno d'accordo con le tesi che espone, ma almeno sarà una via critica e onesta di guardare a una persona che non c'è più, rendendogli un servizio migliroe rispetto all'adagiarsi sul finto obbligo morale per cui dei morti si deve sempre e solo parlare bene.
In questi giorni tutti piangono la morte di Mike Bongiorno, e questo lo capisco perché si trattava di una figura storica della televisione italiana. Capisco di meno la mitizzazione del personaggio, l'attribuirgli caratteristiche che difficilmente gli venivano concesse quando era in vita.
Quindi, da snob quale sono, mi concedo di citare queste righe da Wikipedia:
Agli inizi degli anni sessanta Umberto Eco gli dedica il celeberrimo saggio Fenomenologia di Mike Bongiorno, nella quale la tecnica comunicativa del conduttore viene analizzata dal noto scrittore in maniera accademica. Umberto Eco rintracciava le radici profonde del successo di questo personaggio nella sua "mediocrità assoluta" grazie alla quale «lo spettatore vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti».
(inciso: il che è poi, aggiungo io, un modo di fare tv precursore dei reality show)
L'articolo di Eco è disponibile per intero qui. Ci si potrà trovare più o meno d'accordo con le tesi che espone, ma almeno sarà una via critica e onesta di guardare a una persona che non c'è più, rendendogli un servizio migliroe rispetto all'adagiarsi sul finto obbligo morale per cui dei morti si deve sempre e solo parlare bene.
sabato, settembre 05, 2009
venerdì, settembre 04, 2009
Qui stiamo esagerando
Io non appartengo alla schiera di quelli secondo cui la metà dei mali del mondo è colpa di Berlusconi. Non lo ritengo uno stupido ("Non diventi milionario se sei stupido", diceva Tony Stark su Ultimate Avengers), mi astengo dall'appellarlo con insulti e nomignoli vari, e non credo che come politico sia peggio di altri o più corrotto di altri, anzi su certe cose mi sa che è pure più bravo di tanti.
Non appartengo nemmeno alla schiera di chi sostiene che, nel caso dei grandi nomi della politica, pubblico e privato debbano essere una cosa sola. Non me ne fregava una cippa se Clinton se la faceva con la stagista (ho sempre ritenuto che fossero questioni che riguardavano solo lui e soprattutto sua moglie), figuriamoci cosa me ne frega se Berlusconi si porta in camera la escort.
Arrivo perfino ad apprezzare che non sia un politico imbalsamato, che a volte si lasci scappare la battuta, che faccia cucù alla Merkel; siamo nell'epoca in cui Obama va in giro in maniche di camicia, e di mummie stecchite ce n'è in giro fin troppe.
Però, la sindrome "faccio tutto io e decido tutto io e mi permetto tutti gli atteggiamenti che mi pare e non voglio sentire dissensi o discussioni", quella mi sta davvero sulle palle. E quindi, questa foto "ritoccata" che gira per la rete la pubblico pure io...

...incollando queste poche righe di spiegazione da Diegozilla:
«Quella foto è stata scattata durante una conferenza stampa assieme a Putin. Berluscrotalo fa il gesto di "sparare con un mitra" rivolto a una giornalista russa che ha fatto una domanda non gradita. Un paio di settimane prima, qualcuno aveva ucciso Anna Politoskaia.»
Tutto questo solo per dire che di un certo tipo di sfrontatezza ne hanno le scatole piene anche quelli che non si riconoscono nelle chiacchiere della sinistra e che non hanno nessuna simpatia per la sinistra, anzi che che di sinistra proprio non ne vogliono sapere.
Però, santa pazienza, a tutto c'è (o dovrebbe esserci) un limite.
Non appartengo nemmeno alla schiera di chi sostiene che, nel caso dei grandi nomi della politica, pubblico e privato debbano essere una cosa sola. Non me ne fregava una cippa se Clinton se la faceva con la stagista (ho sempre ritenuto che fossero questioni che riguardavano solo lui e soprattutto sua moglie), figuriamoci cosa me ne frega se Berlusconi si porta in camera la escort.
Arrivo perfino ad apprezzare che non sia un politico imbalsamato, che a volte si lasci scappare la battuta, che faccia cucù alla Merkel; siamo nell'epoca in cui Obama va in giro in maniche di camicia, e di mummie stecchite ce n'è in giro fin troppe.
Però, la sindrome "faccio tutto io e decido tutto io e mi permetto tutti gli atteggiamenti che mi pare e non voglio sentire dissensi o discussioni", quella mi sta davvero sulle palle. E quindi, questa foto "ritoccata" che gira per la rete la pubblico pure io...

...incollando queste poche righe di spiegazione da Diegozilla:
«Quella foto è stata scattata durante una conferenza stampa assieme a Putin. Berluscrotalo fa il gesto di "sparare con un mitra" rivolto a una giornalista russa che ha fatto una domanda non gradita. Un paio di settimane prima, qualcuno aveva ucciso Anna Politoskaia.»
Tutto questo solo per dire che di un certo tipo di sfrontatezza ne hanno le scatole piene anche quelli che non si riconoscono nelle chiacchiere della sinistra e che non hanno nessuna simpatia per la sinistra, anzi che che di sinistra proprio non ne vogliono sapere.
Però, santa pazienza, a tutto c'è (o dovrebbe esserci) un limite.
Opening numbers
Cercando altre cose su YouTube, mi sono casualmante imbattuta nell'opening number di Ragtime... e da lì sono entrata nell'opening numbers mood. :-)
Ragtime
Chicago (nella versione argentina!)
Cats
Elisabeth
Ragtime
Chicago (nella versione argentina!)
Cats
Elisabeth
sabato, agosto 29, 2009
Dio c'è, ora c'ho le prove!!!
Dal Corriere della Sera: "Ascolti flop, chiude il Big Brother britannico".
Me felice! ^___^
Ovviamente, nello stesso tempo qui in Italia lo stesso programma sembra vivere una nuova giovinezza, sono cose che capitano: ma con un po' di fortuna, chissà, prima o poi anche nel resto del pianeta potremo mandare cordialmente all'inferno tutti i reality di 'sto mondo, e lasciare che in tivù ci vada gente più capace e talentuosa della media, invece che meno.
Me felice! ^___^
Ovviamente, nello stesso tempo qui in Italia lo stesso programma sembra vivere una nuova giovinezza, sono cose che capitano: ma con un po' di fortuna, chissà, prima o poi anche nel resto del pianeta potremo mandare cordialmente all'inferno tutti i reality di 'sto mondo, e lasciare che in tivù ci vada gente più capace e talentuosa della media, invece che meno.
giovedì, agosto 13, 2009
Chiaro e diretto
Qualche post fa, citavo Filippo Facci come bravo giornalista e libero pensatore: eccone qui una delle tante prove. Bravo. Bravo. Bravo.
martedì, agosto 11, 2009
Brillante giornalismo...
...tanto brillante che mi verrebbe voglia di bruciare il mio tesserino.
Pochi minuti fa, il conduttore del TG1 chiama in diretta telefonica il padre della ragazza che fu uccisa da quel tizio che alcuni giorni fa era stato scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, ed oggi è stato nuovamente arrestato.
Allora, qual è la notizia? La scarcerazione.
Su cosa varrebbe la pena di informare i telespettatori? Sui perché e i percome del nuovo arresto; su come sia stato possibile arrestare nuovamente questo tizio senza infrangere la legge che aveva permesso la scarcerazione; magari su come si potrebbe modificare in futuro questa stessa legge, in modo da evitare altri eventi analoghi.
E invece il TG1 che fa? Dopo aver liquidato la notizia in pochi secondi, chiama al telefono il padre di quella poveretta, gli chiede come si sente oggi (ma come volete che si senta?!? Pensate che improvvisamente sia tutto passato?!?), se ha recuperato un po' di fiducia nella giustizia (perché un po' di retorica sulla giustizia non fa mai male), e poi, la ciliegina sulla torta: "Signor Bellorofonte, un'ultima cosa: un pensiero per Barbara. Come la ricorda?"
MA COME VOLETE CHE LA RICORDI?!? Uno già perde una figlia, la perde perché gliel'ammazzano, si trova costretto a scrivere a un quotidiano per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni competenti, vive un calvario di dolore e ricordi, e deve pure sentirsi fare 'sta domanda da cerebrolesi?
Bravo TG1, proprio bravo. Dopo l'autocelebrazione per gli ottimi dati di ascolto ottenuti nei giorni del terremoto in Abruzzo, mancava giusto questa bella uscita.
Poi, per carità, uno magari suggerirebbe anche al signor Bellorofonte di non esporsi oltre lo stretto necessario ai mass-media, che lo sappiamo tutti come funzionano... ma lui non è un professionista dell'informazione, a lui un errore (essersi reso disponibile per quella telefonata in diretta) si può perdonare. Alla redazione del TG1, una domanda così imbecille non si può perdonare.
Pochi minuti fa, il conduttore del TG1 chiama in diretta telefonica il padre della ragazza che fu uccisa da quel tizio che alcuni giorni fa era stato scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, ed oggi è stato nuovamente arrestato.
Allora, qual è la notizia? La scarcerazione.
Su cosa varrebbe la pena di informare i telespettatori? Sui perché e i percome del nuovo arresto; su come sia stato possibile arrestare nuovamente questo tizio senza infrangere la legge che aveva permesso la scarcerazione; magari su come si potrebbe modificare in futuro questa stessa legge, in modo da evitare altri eventi analoghi.
E invece il TG1 che fa? Dopo aver liquidato la notizia in pochi secondi, chiama al telefono il padre di quella poveretta, gli chiede come si sente oggi (ma come volete che si senta?!? Pensate che improvvisamente sia tutto passato?!?), se ha recuperato un po' di fiducia nella giustizia (perché un po' di retorica sulla giustizia non fa mai male), e poi, la ciliegina sulla torta: "Signor Bellorofonte, un'ultima cosa: un pensiero per Barbara. Come la ricorda?"
MA COME VOLETE CHE LA RICORDI?!? Uno già perde una figlia, la perde perché gliel'ammazzano, si trova costretto a scrivere a un quotidiano per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni competenti, vive un calvario di dolore e ricordi, e deve pure sentirsi fare 'sta domanda da cerebrolesi?
Bravo TG1, proprio bravo. Dopo l'autocelebrazione per gli ottimi dati di ascolto ottenuti nei giorni del terremoto in Abruzzo, mancava giusto questa bella uscita.
Poi, per carità, uno magari suggerirebbe anche al signor Bellorofonte di non esporsi oltre lo stretto necessario ai mass-media, che lo sappiamo tutti come funzionano... ma lui non è un professionista dell'informazione, a lui un errore (essersi reso disponibile per quella telefonata in diretta) si può perdonare. Alla redazione del TG1, una domanda così imbecille non si può perdonare.
mercoledì, luglio 29, 2009
Domanda da un milione di dollari
Ma secondo voi, Myspace serve ancora a qualcosa?
Altrimenti detto: vale la pena che io investa una bella parte del mio tempo per sistemare la mia pagina Myspace (ferma da una vita) e quella del festival per cui lavoro (idem)?
O tanto vale fare piazza pulita di Myspace e riversare tutto su Facebook?
Domande, sempre domande...
Altrimenti detto: vale la pena che io investa una bella parte del mio tempo per sistemare la mia pagina Myspace (ferma da una vita) e quella del festival per cui lavoro (idem)?
O tanto vale fare piazza pulita di Myspace e riversare tutto su Facebook?
Domande, sempre domande...
Folgorante
Sulle prime avevo pensato "commovente", ma poi, dovendo scegliere un solo aggettivo da usare come titolo di questo post, ho pensato che "folgorante" andasse meglio. E' così che mi viene da descrivere questo libro a fumetti, Rughe, scritto dallo spagnolo Paco Roca che già avevo apprezzato con la sua prima opera pubblicata in Italia, Il faro.Rughe è uscito quasi da un anno, ma io ero in altre faccende affaccendata e ho potuto recuperare solo ora, approfittando della generosità di un'amica che me ne ha data una copia in omaggio. Basta leggere le prime due pagine, anzi no, la prima pagina e metà della seconda, per capire che questo autore ha deciso di affrontare un tema a dir poco straziante (la terza età alle prese con il morbo di Alzheimer) in modo leggero e delicato, e ha trovato il modo di farlo utilizzando fino in fondo gli strumenti che il medium Fumetto gli offre, con grande perizia.
In effetti, trovo difficile immaginare che la stessa storia possa essere raccontata con la medesima efficacia attraverso un altro mezzo. Forse, ma proprio forse, se ne potrebbe fare un film (ammesso di avere a disposizione un regista con gli zebedei quadrati) o, meglio ancora, un film di animazione che riprenda certe finezze del libro unendo ad esse le proprie peculiarità (ci vedrei bene un regista come Simone Massi, tanto per dire).
Se qualcuno fosse rimasto incuriosito da queste righe e volesse leggere il volume, può trovarlo nelle fumetterie, oppure nelle librerie che hanno un reparto fumetti sufficientemente fornito, oppure ordinandolo direttamente dal suo editore Tunuè. Ne vale la pena fino all'ultimo centesimo.
martedì, luglio 28, 2009
Riguardo al blog-sciopero dello scorso 14 luglio...
...avevo scritto che avrei fatto alcune precisazioni e poi me ne sono dimenticata. Niente di trascendentale, comunque spiego subito: secondo me il cosiddetto "decreto Alfano" sull'informazione online è una cretinata, scaturita dalle menti di persone magari pure benintenzionate, ma che non si intendono a sufficienza della rete da riuscire a fare delle leggi ad hoc (non che questo sia un peccato capitale, intendiamoci: che la giurisprudenza riesca a star dietro all'evoluzione della tecnologia mi sembra un'utopia).
Detto questo, sono d'accordissimo da un lato con Filippo Facci quando scrive "i proprietari di blog e di siti internet per il prossimo 14 luglio hanno indetto uno sciopero: in pratica significa che non aggiorneranno i loro blog con ciò ritenendo - mi scuseranno ancora - che gliene freghi qualcosa a qualcuno". E' vero, non gliene frega niente a nessuno. Ma a volte le cose si fanno anche perché ce ne frega qualcosa solo a noi stessi.
[Inciso per chi parte col pregiudizio nella testa: Facci scrive sul Giornale, ma è un libero pensatore e infatti a suo tempo ne ha dette di tutti i colori, ad esempio, sulla proposta di testamento biologico del centrodestra.]
Dall'altro lato, mi trova d'accordo anche Paolo Attivissimo quando scrive che "il silenzio e l'adunata in piazza sono la negazione della cultura della Rete" e soprattutto che "Il contrasto alla stupidità non si fa adottando le regole degli stupidi. Si fa diventando più intelligenti, più svelti, più preparati. Si fa sfruttando le debolezze dell'avversario".
Eppure ho fatto "sciopero" lo stesso, quantomeno per far sapere agli amici che secondo me quel decreto è una cretinata. :-)
Detto questo, sono d'accordissimo da un lato con Filippo Facci quando scrive "i proprietari di blog e di siti internet per il prossimo 14 luglio hanno indetto uno sciopero: in pratica significa che non aggiorneranno i loro blog con ciò ritenendo - mi scuseranno ancora - che gliene freghi qualcosa a qualcuno". E' vero, non gliene frega niente a nessuno. Ma a volte le cose si fanno anche perché ce ne frega qualcosa solo a noi stessi.
[Inciso per chi parte col pregiudizio nella testa: Facci scrive sul Giornale, ma è un libero pensatore e infatti a suo tempo ne ha dette di tutti i colori, ad esempio, sulla proposta di testamento biologico del centrodestra.]
Dall'altro lato, mi trova d'accordo anche Paolo Attivissimo quando scrive che "il silenzio e l'adunata in piazza sono la negazione della cultura della Rete" e soprattutto che "Il contrasto alla stupidità non si fa adottando le regole degli stupidi. Si fa diventando più intelligenti, più svelti, più preparati. Si fa sfruttando le debolezze dell'avversario".
Eppure ho fatto "sciopero" lo stesso, quantomeno per far sapere agli amici che secondo me quel decreto è una cretinata. :-)
lunedì, luglio 27, 2009
Lavorucci sparsi
Ultimamente non ho quasi mai preso nota di alcuni titoli su cui mi sono trovata a lavoricchiare... èccheli qua, tanto per.
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