domenica, ottobre 12, 2008

Oddio che weekend...

Venerdì sera cinema, FINALMENTE per vedere Mamma Mia!, che rivedrei cento volte anche subito, e questo non è un evento di chissà quale rilevanza, ma per una stakanovista di clausura come me, non è nemmeno una cosa da scartare.

Ieri ho fatto la scoperta più inaspettata e sconvolgente che l'intero pianeta potesse riservarmi, e no, non scrivo di cosa si tratta perché ancora ci sono alcune cose da chiarire, ma la data dell'11 ottobre è di quelle da segnare sul calendario.

Oggi infine ho ritrovato la voglia di mettermi a lavorare su una cosa che ultimamente proprio non mi ispirava nemmeno da lontano, ma soprattutto ho passato tutta la giornata in un'alternanza di stato catatonico ed euforico che spero non duri troppo a lungo, se no vado in manicomio.

Mi rendo conto che è un post criptico, perdonatemi, ma mi tocca scriverlo così. Più avanti ne verrò a capo meglio.

venerdì, settembre 19, 2008

Tele2, se sei in ascolto...

...il motivo per cui intendo disdire il contratto con te è che ne ho i coglioni pieni dei tuoi centralinisti che mi telefonano per chiedermi se voglio disdire il canone, attivare la preselezione automatica, informarmi sulle nuove offerte, e altra roba varia.

Sì, avevo fatto un contratto con te perché lo trovavo vantaggioso.
Sì, lo disdirò entro la fine dell'anno perché mi hai rotto le palle.
E perché il mio tempo ha un valore economico non indifferente, quindi tutti i minuti che PERDO rispondendo alle tue telefonate, vanno automaticamente ad azzerare (se non peggio) il vantaggio che il tuo contratto mi procurava.

Quindi stammi fuori dalle palle.

E' abbastanza chiaro, o devo ripeterlo ad altri ventimila centralinisti?

giovedì, settembre 11, 2008

A testa china sul PC

Tanto per farvi capire che i periodi di latitanza da questo blog hanno praticamente sempre ragioni lavorative, ecco una minicarrellata.

Lavoretti passati (Happy Lucky Bikkuriman)...



...presenti (Lovely Complex)...



[NOTA: in rete non c'è la sigla di Lovely Complex, che è deliziosa. Ho trovato solo i soliti, patetici mischioni di immagini e sottofondi musicali.]

...e futuri (nuove puntate di Zatch Bell).

giovedì, agosto 21, 2008

Recensione libro: "Mani nude"

Tanto per andare dritti al punto: bello bello.
Già Paola Barbato scrive in un modo che a me piace, già mi ero goduta il primo romanzo Bilico, già ho letto sue storie di Dylan Dog niente male, ma con questo Mani nude mi ha proprio colpita.
C'è un contesto (gli incontri clandestini e le organizzazioni criminali che li gestiscono) e ci sono dei personaggi, inseriti in questo contesto a seconda dei ruoli che ricoprono. Anzi, molti di loro (quasi tutti) si identificano talmente tanto con il proprio ruolo che non hanno più nemmeno un nome bensì un soprannome, insomma un nome in codice che contribuisce a spolverare via la loro identità precedente in favore di quella nuova.
Però. Però, poi, quella benedetta identità non scompare mai del tutto e insiste a fare capolino, perché quello non vuole sentire parolacce, quell'altro vuole fare l'amicone a tutti i costi, quell'altro ancora è geloso di qualcuno in relazione a qualcun altro, e ce ne fosse uno, dico uno, che risulti un pochettino stereotipato, uno zinzinino macchietta, una mollichina tagliato col coltello. No, macché. Talmente veri da fare impressione, perché le botte da orbi e gli snuff movies dai cattivi da operetta te li aspetti, ma da persone vere te li aspetti di meno (anche se sai che ne esistono, di persone vere che in 'ste cose ci sguazzano).
Ti aspetti anche meno gli eventi, man mano che accadono. Mezzo libro a farti credere che ormai il giochino l'hai capito e l'andazzo sarà più o meno in un certo modo, poi l'altro mezzo a scombinarti le carte in continuazione, a prenderti per mano (no, meglio: a trascinarti per un polso) e a costringerti a riorganizzare tutto il tuo riassunto mentale, pagina dopo pagina. E sei talmente presa da questo lavoro di interpretazione e re-interpretazione, sei talmente intenta alla lettura, che arrivi a un certo punto in cui leggi, su una pagina bianca, una sola parola: "Due".
Ti chiedi: oh questa poi, ma fino ad ora non avevo mai cambiato capitolo?
E no, che non l'avevi cambiato, ti eri sorbita tipo 300 pagine senza nemmeno accorgerti che erano appunto tutte in fila, senza sosta.
Da lì, altro tour de force di lettura, le cose sembrano cambiare, poi rimanere uguali per un po', ma lasciandoti ben capire che qualcosa deve succedere, che una vera soluzione non può esserci, che 'sti personaggi ancora non hanno dato tutto quello che potevano, che perfino le comparse meno presenti un ruolo importante ce l'hanno (la ragazzina?! pure la ragazzina adesso! e però il cane no, eh? no, Paola ti prego, tutto quello che vuoi ma il cane nooo!), che il bello deve ancora arrivare.
Altra pagina bianca: "Dieci".
Come, dieci? Uno, due, e dieci? Eh. proprio così.
Andiamo pure avanti con il dieci, allora, la parte in fondo meno interessante, perché 'sta menata dei combattimenti quasi speravo di essermela lasciata alle spalle, erano i personaggi e le loro motivazioni più o meno inaspettate a interessarmi, di scontri ne erano già stati descritti diversi, e di ossa rotte, milze spappolate e occhi cavati dalle orbite avevo già fatto il pieno. Ma va bene, andiamo avanti, arriviamo in fondo, che sarà mai qualche cadavere in più o in meno, adesso voglio proprio sapere cosa faranno e perché lo faranno.
Scoprirlo è affare di un Minuto, tanto per fare un patetico giochino di parole. Anzi, un minuto e due pagine. La cosa sbagliata fatta dalla persona sbagliata chiude tutto quanto, bàm, sei a pagina 430 e il meglio che riesci a fare è ridere sonoramente di te stessa fino alle lacrime perché ti sei lasciata fregare (come peraltro era successo, a suo tempo, a pagina 142 di Bilico), sorprendere, stupire. E lo stupore, quando leggi un libro, è un regalo che ti viene elargito sempre più raramente. Quei regali che custodisci con affetto ma al tempo stesso non vedi l'ora di condividere.
Inizio già a pensare a chi regalarlo, quest'attimo di stupore "allegato" a Mani nude, e pregusto la sua, di risata.

lunedì, agosto 11, 2008

Ottobre?!?

No, un attimo... fatemi capire...
Tutto il mondo ha visto questo film già dal mese scorso, e in Italia dobbiamo aspettare il 3 ottobre?!?
Signùr...

venerdì, agosto 08, 2008

Dentisti, dottori e politica

Oggi il Ghigo mi raccontava di un suo conoscente che fa il dentista e abita in un paesottolo minuscolo della pianura padana, fra canali, nebbia e zanzare. Il paesottolo conta una quantità miserrima di abitanti, talmente miserrima che questo tizio non è UN dentista, ma IL dentista del paese. Oltre che dentista, è anche IL medico di base, insomma quello della mutua, e per qualche anno ha svolto pure la mansione di assessore a non so cosa.

E raccontava: "Mi avrebbero anche chiesto di fare il sindaco ma onestamente non è possibile, è un incarico troppo gravoso e se lo accettassi, poi non riuscirei più a fare il medico come si deve".

C'è di che riflettere, per diversa gente...

Iniziamo pure a sbavare

La colonna sonora mi pare abbastanza repellente, ma per il resto... minkia.
Mi rimane il solito dubbio: per buona che sia la sceneggiatura, col capitolo IX come la mettiamo?

Tremonti qualche buona idea ce l'ha

Ho parlato pochissime volte di politica in questo blog, perché non è uno dei miei interessi principali. Anzi, per dirla tutta, io sono di un tale relativismo in questo ambito, che farei solo molta confusione. In teoria sarei tendenzialmente di centro-destra, ma poi in pratica condivido molte "battaglie sociali" che, non so per quale distorta visione manichea delle cose, appartengono a ben altri schieramenti politici (ad esempio, se dipendesse da me, legalizzerei i matrimoni gay anche adesso).

Sono comunque a favore del libero mercato e della libera impresa, sicché guardo con interesse a qualsiasi cosa vada nella direzione di semplificare le regole e responsabilizzare i diretti interessati (anche quando nella pratica questo pensiero mi si ritorce contro), e sono anche a favore di una situazione politica chiara e stabile, dove la maggioranza governa, l'opposizione fa l'opposizione, e i mini-micro-partitini spariscono dalla faccia della terra (sicché, da questo specifico punto di vista, le ultime elezioni per me sono state un godimento atomico).

Ad ogni modo, sia chiaro, NON condivido ogni passo dell'attuale governo: però un paio di "nod nod" mi sono scappati, leggendo l'articolo di Reuters che riassume le linee guida della finanziaria appena approvata. Per l'esattezza, è questa parte che mi piace davvero tanto:

ENTI LOCALI: CAMBIA PATTO STABILITÀ INTERNO, STOP DERIVATI
Dal nuovo patto di stabilità interno con gli enti locali arrivano risparmi da circa 3 miliardi nel 2009, 9 nel 2011. Previste sanzioni per chi sfora nei saldi e premi per gli enti virtuosi. Taglio del 30% sugli stipendi dei sindaci che non rispettano il patto. Stop per almeno un anno all'utilizzo di derivati da parte degli enti locali e alle emissioni bullet con rimborso di capitale e interessi alla scadenza.

Non sono i tagli agli enti locali che mi mandano in brodo di giuggiole, anche perché non ho gli strumenti per capire se siano effettivamente una buona idea oppure no. Ma il resto mi piace davvero.

- Sei un ente locale sprecone, il cui bilancio a fine anno dimostra incompetenza? SANZIONE.
- Sei un ente locale ben amministrato? PREMIO.
- Sei un sindaco incapace, che ha messo insieme una giunta inadeguata all'amministrazione del tuo Comune? SANZIONE CHE PESCA DIRETTAMENTE DALLE TUE TASCHE.
- Sei un sindaco (o un assessore, o una giunta) e vorresti fare i giochini in borsa e investire in warrant e derivati, ovvero in strumenti finanziari rischiosi e complicati anche per chi di mestiere lavora negli uffici titoli delle banche? NON CI PENSARE NEMMENO.

Poi, per carità: 'sta finanziaria non è tutta rose e fiori. E dentro 'sto governo ci sono certi personaggi che... roba da commedia napoletana (o meneghina). Ma l'idea che i responsabili della cosa pubblica (sì, insomma, quella che dal momento che è di tutti, è come se non fosse di nessuno) siano veramente responsabili, e costretti a PAGARE se fanno delle stronzate, che ci posso fare, è il genere di cosa che mi dà gusto.

Che fate sabato sera?

Se passate da queste parti e vi va di sbafarvi una cena, ascoltare musica e fare due chiacchiere, io sono qui (Bagno 47/48, ristorante "Il basilico", Rimini).

giovedì, agosto 07, 2008

Brutto segno



Umpf. Quando mi viene la tentazione di rileggere questo (superbo) libro, significa che sto rientrando in una delle mie fasi nichiliste. Speriamo che passi presto.

sabato, agosto 02, 2008

Bello senz'anima

Che posso farci? Non mi ha entusiasmata.

I comprimari, sì. Inutile tessere le lodi di Heath Ledger, lo hanno già (giustamente) fatto tutti. Inutile puntualizzare quanto sono bravi Michale Caine e Morgan Freeman, niente di nuovo sotto il sole. Inutile anche sospirare di sollievo all'idea che Maggie Gyllenhaal abbia sostituito lei, lì, come si chiama, non mi ricordo, quella morettina insipida dell'altro film.

Però, però... quanta carne al fuoco, tanta, troppa. E la genesi di Due Facce, e il Joker che stesse mai fermo e zitto un minuto, e uno sbarello di mafiosi che la metà bastavano, e i poliziotti corrotti, e il contabile che scopre l'identità di Batman per caso, e la famiglia di Jim Gordon in pericolo... e in tutto questo, Batman nemmeno ho capito dov'era e se c'era.

Bello il costume, per carità, e bella Gotham, belle le vetrate, le strade, le luci. Tante belle cose, ma del film, più che "carino" non riesco a dire.

La classe non è acqua

Stavo archiviando un tot di vecchissima posta elettronica e ho ripescato una mail di cui quasi non mi ricordavo più.

Quasi.

Diverso tempo fa, capitò che un mio collega avesse inviato a un certo numero di editori una proposta pubblicitaria, che in soldoni diceva: "se vuoi ci sono degli spazi pubblicitari disponibili sulla nostra rivista, costano così e cosà, speriamo che l'offerta ti interessi".

Come sempre, alcuni dicono di sì, altri dicono di no. Tutto normale.

Un bel po' di mesi dopo, succede che sulla rivista venga pubblicata una recensione negativa su un fumetto pubblicato da uno degli editori che avevano risposto di no. Anche questo è normale, le recensioni negative sono sempre esistite, e prima o poi toccano un po' a tutti.

Il numero esce, e dopo un po' mi arriva una mail dall'editore in questione, che chiede: "Questo è ciò che otteniamo per non aver acquistato spazi pubblicitari?"

Bella, l'editoria a fumetti (e non sto parlando solo di quella italiana).
A volte, basta che uno stia seduto su una poltrona un po' più grande delle altre, e si sente in dovere di mostrare al mondo quanto è figo, cinico e spavaldo.

Oppure - punti di vista - quanto è un completo cazzone.

martedì, luglio 29, 2008

Cassandra once more

Piccola/grande soddisfazione.

Da tanto tempo ormai non sono altro che una lurker nel forum di Cats, che resta però un piccolo covo di mattacchioni ai quali sono molto affezionata. Proprio per via del fatto che non sono più un membro granché attivo della community, lo scorso gennaio mi ero volontariamente ritirata dal "Forum Casting", un gioco nel quale i membri del forum stilano un cast virtuale dello spettacolo abbinando altri membri del forum ai personaggi. Ovviamente, non conoscendoci di persona (quasi nessuno), per decidere gli abbinamenti ci si basa su quanto, a parere di ciascuno, la tal persona è affine al tal personaggio in termini di carattere, personalità, atteggiamenti, eccetera. Niente che abbia a che fare con l'aspetto fisico, insomma.

Nelle tante edizioni del Forum Casting a cui avevo partecipato, ho quasi sempre concorso per il ruolo di Cassandra, la gatta abissina, per il quale dovevo sempre competere con un'altra pretendente (SadieCass). A volte ho vinto io, a volte ha vinto lei... e si è comunque sempre trattato di una competizione molto sportiva, nella quale l'una votava per l'altra ed anche la "campagna elettorale" era condotta in termini molto scherzosi e affettuosi.

Poi, un po' alla volta, Sadie si è eclissata, mentre io ho continuato ad essere partecipe del Forum, e questo ha quasi automaticamente comportato che il ruolo di Cassandra fosse mio ad ogni edizione del Forum Casting. Da un lato l'assenza di Sadie rendeva il gioco molto meno avvincente, dall'altro mi faceva comunque piacere che gli altri partecipanti motivassero il loro voto nei miei confronti, e quindi che non fosse solo un'abitudine.

Lo scorso gennaio, come dicevo, mi sono tirata indietro spiegando a tutti che, vista la mia partecipazione quasi nulla al Forum stesso, era meglio che i nuovi membri più attivi si giocassero anche quel ruolo. E così è andata: quella del Forum Casting era una fase della mia vita che consideravo conclusa, un gioco che aveva fatto il suo tempo.

E ieri, che cosa scopro? Che si è tenuta l'edizione estiva del casting (edizione che io manco ho notato col binocolo, perché durante tutto il periodo di Cartoon Club ho lavorato sedici ore al giorno o anche più, senza certo avere il tempo di girare per forum)... e il ruolo di Cassandra è nuovamente mio! Insomma, non avendo io detto nulla al riguardo, gli altri non hanno dato per scontato che il mio ritiro di gennaio valesse anche per luglio, e mi hanno votata.

E' una sciocchezza, è un gioco, è una cosa di cui sorridere. Ma non riesco a non pensare con tenerezza a quella banda di mattacchioni che ancora si ricordano di me, e abbinano la mia personalità a quella di Cassandra scrivendo anche cose tipo "Swan will always be Cassandra to me". Gh. Sono quasi un po' commossa. ^__^

Edit: eccola, Cassandra, in un dipinto di Michaela Oloffson, con il volto un po' beffardo di Tiffany Graves che ha interpretato il suddetto personaggio nel Final London Cast.

domenica, luglio 27, 2008

Senza bisogno di scuse

Per caso sto bloggando troppo?
Va beh... è che dopo tanto tempo di astinenza, adesso me ne vengono in mente diverse. Questa non è particolarmente originale, ma si merita una citazione.

Ieri l'altro.
"Allora, domani a pranzo?"
"Domani a pranzo. L'unica cosa è che non so a che ora riesco ad arrivare, perché alle 12 devo andare dal medico, e spesso e volentieri c'è fila, quindi potrei fare un po' tardi."
"Senti, tu dammi un colpo di telefono quando hai un'idea di come sei messa e poi vediamo, al massimo mi raggiungi quando puoi, io nel frattempo do comunque da mangiare alla bambina... insomma fammi sapere, l'orario non è un problema."
"Andata. Allora ci vediamo domani."

Ieri, ore 9:45 circa.
"Pronto?"
"Buongiorno..."
"Hòla! Buongiorno a te!"
"Che fai di bello?"
"Solite cose... lavorini vari, poi più tardi devo andare dal dottore. Perché?"
"No, niente, cioè, volevo chiederti se oggi ti andava di pranzare da me, avrei bisogno un po' di sostegno psicologico..."
"Il tempo di finire col dottore e vengo da te."
"Sicura? Non ti incasino?"
"Non mi incasini. Ci vediamo dopo."

Sempre ieri, ore 12:00.
"Ciao, sono io".
"Ah ciao! Allora?"
"Sono arrivata dal dottore adesso, ho un po' di gente davanti..."
"Va bè, allora rimaniamo come avevamo detto, no? Quando hai fatto mi chiami."
"No, 'spetta, c'è un cambiamento di programma, mi è stata chiesta un po' di presenza da chi-sai-tu. Possiamo rimandare il nostro pranzo, vero?"
"Assolutamente sì. Vai tranquilla, non c'è il minimo problema, anzi poi fammi sapere come va, eh? Vai, muoviti!"
"Un attimo... prima il dottore... ma poi vado!"
"Mi raccomando, eh? Poi aggiornami su tutto!"
"Okay. Grazie mille."
"Ma niente, figurati! Ci sentiamo!"

Sarà perché anche lei ha un amico un po' particolare del quale a volte deve prendersi cura...
Sarà che fra di noi c'è questa specie di patto silenzioso per cui ciascuna si mette istantaneamente da parte quando l'altra è impelagata con il proprio "uccellino"...
Sarà che un pranzo saltato o un impegno rimandato per questo motivo non costituiscono nemmeno lontanamente un problema, per un rapporto di amicizia che non ha nessun bisogno di prove o dimostrazioni per sapere di essere solido...

...ma un ringraziamento "pubblico" qui ci stava tutto, sia per questa volta che per tutte le altre occasioni simili, in cui ho il privilegio di poter semplicemente dire le cose come stanno, senza cercare scuse o attenuanti, senza sentirmi in difetto, sapendo che va bene lo stesso e che non subirò alcun tipo di muso o malumore.

Grazie, Mo'.
Ti conosco e quindi so che a te sembra una cretinata, ma credimi non è da tutti.
Grazie davvero.

Quel poco che vale così incredibilmente tanto

Che ci vuole a prendere una canzone e dedicarla a qualcuno?
Niente, ci vuole. Un click su una tastiera, tre parole in una chat, un allegato ad una mail.
Eppure, con così poco, qualcuno mi ha triturato il cuore nel miglior modo possibile (come se già non lo facesse quotidianamente da sedici anni a questa parte).

sabato, luglio 26, 2008

Fenomenologia dell'SMS


Stamattina, ore 10:30 circa, mi dedicavo a un peccaminoso spaparanzamento atomico nel lettone, con encefalogramma praticamente piatto e animato solo da un minuscolo picco di tanto in tanto, corrispondente alla domanda "Tiro dritto a ronfare o do l'assalto al marito?"...

Ecco, nel mezzo di questa calma piatta...
Bip bip. Messaggio sul cellulare.

"Tutto ok?"

Mi gratto la testa con espressione acuta e mi chiedo il perché della domanda.
Avevo a mia volta scritto qualche SMS o email preoccupante durante la notte?
Avevo detto qualcosa di particolarmente brutto il giorno prima?

Mi pare di no. Quindi invio risposta: "Normale. Perché?"
Risposta: "Solo un saluto".

Adesso... questa fa il paio con le ormai numerose occasioni in cui io, siccome non voglio disturbare o siccome so che l'altra persona in quel momento ha da fare o siccome sto arrivando a fine credito, mando un SMS che dice "Mi chiami? Grazie".

Non: "Ho un problema, chiamami".
Non: "Sto male, fatti sentire".
Non: "Sto morendo, ho bisogno di aiuto".
Semplicemente: "Mi chiami? Grazie".

La telefonata che mi arriva, inizia immancabilmente con un impanicatissimo "Cosa è successo?!?". E già la dice lunga sul grado di pace, rilassatezza e tranquillità delle nostre vite quotidiane.

Adesso poi stiamo arrivando al paradosso.
Prima ancora di ricevere un qualsivoglia segnale che potrebbe anche forse ma sì quasi quasi essere interpretato come indizio rivelatore oltreché sintomatico di problemi, un banale saluto non è più "ciao, come va?"...
...o magari un più raffinato "Volevo darti il buongiorno ma forse a quest'ora del sabato mattina ti stai chiedendo se continuare a ronfare o dare l'assalto al marito"...
...bensì: "tutto ok?"

Qui urge un mese di relax in un centro benessere del Trentino fra pascoli e alberi di mele, altroché.

venerdì, luglio 25, 2008

Ma allora esistono davvero...

Perla velocissima.

Ho sempre pensato tutto il male possibile delle persone che ci tengono a vestirsi con capi firmati e a farlo notare. Per carità, un momento di vanità capita a tutti, e non è che gli stilisti in quanto tali siano dei mostri, e non ci vuole niente che una persona si senta più a suo agio o più attraente con degli abiti disegnati da Tizio invece che da Caio. A farmi venire la trebisonda è l'interesse compulsivo verso la firma di qua e la firma di là.

Ciò premesso, è però anche vero che non mi sono mai imbattuta in persone talmente infognate nella caccia all'abbigliamento firmato da farmi saltare i nervi. Va da sé che ciascuno frequenta le persone con cui si sente più a suo agio, e quindi nelle mie conoscenze è difficile che si annidino dei maniaci della griffe. Talmente difficile che iniziavo a pensare che tali maniaci fossero ormai bestie rare in via di estinzione, eccezion fatta per le star di Hollywood o gente del genere... iniziavo a pensare che, in fondo, nemmeno esistessero, che fossero leggende metropolitane.

E invece, ieri mi imbatto nel blog di un cretino (cioè, uno che ha già ampiamente dimostrato di essere un cretino, per via di una serie di cose che ha fatto), e fra le tante idiozie, in mezzo a un elenco di vanterie di varia natura sulla sua presunta bellezza, intelligenza, sexytudine e altro, cosa ti vado a leggere?

"Io vesto griffato".

MWAHAHAWHAHAHAHAWWAHAHAAWAHAHAHAAAAAAAA!!!!!!!!

Quindi esistono... esistono davvero...
Cazzo, è quasi meglio che aver preso contatto con degli UFO!!! ^___^

L'amore secondo Joss Whedon

Sono mesi che ho in mente una massima di cui mi piacerebbe elaborare una variante migliore, ma non ci riesco. Insomma alla fine me la tengo così, almeno per ora:

"L'amore non è meritocratico".

Servirebbe una variante migliore per almeno due motivi.
Il primo motivo è che la parola "amore" trae in inganno, perché in italiano la si usa prevalentemente per indicare l'amore di coppia mentre io avrei in mente un più generale sentimento di "voler bene" (no, la parola "affetto" non funziona perché guadagna in precisione semantica ma perde in intensità). Insomma ci vorrebbe un equivalente dell'inglese "love" ma quell'equivalente noi non ce l'abbiamo.
Il secondo motivo è che in realtà quella massima non è sempre e completamente vera... a volte l'amore è anche un po' meritocratico, a volte concetti come "gratitudine" o "merito" hanno un pochettino di voce in capitolo. Ma qui si apre un tale pozzo di situazioni, circostanze, contesti e casi particolari (tra cui il classico dei classici: "perché ci si innamora degli stronzi?"), che uno ci si perde.

La cosa bella è stata, alcuni mesi fa, quando già questa massima si aggirava in fase embrionale nella mia testa, imbattermi in una storia degli X-Men scritta da Joss Whedon (sì, quello di Buffy e bla bla bla, ha scritto delle X-storie con poco sugo ma dialoghi apprezzabili) e trovarne una emblematica "rappresentazione vignettoide".


E non c'è nient'altro da dire.

giovedì, luglio 24, 2008

Una briciolina di tristezza

La cosa bella di quando finisce un festival a cui hai lavorato come un'ossessa, è che ti riposi.

La cosa brutta è che sbatti improvvisamente il muso contro tutte le cose che il festival ti aveva fatto mettere da parte, nel bene e nel male. Quindi ci sono le cose belle che puoi finalmente curare, ma anche le cose brutte che adesso ti tocca affrontare.

Di quest'ultimo reparto, così per la cronaca, fa parte una bella figura di merda che NON descriverò nello specifico e che mi causerà guai per mesi. Ma va bè, si sopravvive lo stesso.

Sempre fra le cose brutte che per necessità logica si possono affrontare solo dopo la fine del festival, c'è il bilancio conclusivo dello stesso festival, che per sua storica definizione, a mente calda e fredda a fasi alterne, è un bilancio negativo. Per quanto le cose nei riguardi dell'utenza possano aver funzionato bene (con qualche eccezione che si fa presto a limare), nei riguardi miei sono andate maluccio. Come l'anno scorso? A dire il vero, peggio dell'anno scorso.

Troppa fatica. Troppo stress. Troppa agitazione. Troppi malumori. Ogni volta mi dico che niente sulla faccia della terra merita una tale quantità di fatica (psicologica ed emotiva, che sono due cose diverse), e ogni volta ci ricasco. Per carità, ci sono state soddisfazioni enormi, persone che ti guardano negli occhi, e ti ringraziano per le cose che hai fatto, e sono veramente piene di stima e gratitudine nei tuoi confronti... e lì per lì ti dici "ne è valsa la pena".

Poi fai i conti con certe conseguenze fisiche, e già inizi a scuotere la testa. Lo sai che non hai più 20 anni, lo sai che dovresti avere uno straccio di rispetto in più per il tuo corpo, il quale già ha determinati casini e tu non fai altro che aggravarglieli. Proprio in questi giorni sto affrontando un problema non grave ma quantomeno fastidioso, che riporta di attualità tutta una serie di cose poco simpatiche. E iniziano a girarmi i maroni, perché le magagne di salute già sono poco belle, ma andarsele pure a cercare è veramente da deficienti.

Andando avanti: ho trascurato mezzo mondo, ho lavorato molto male su altri fronti, e quando poi mi sorprendo a pensare che sì, dài, quantomeno valeva la pena di affrontare questa sfida per dare una bella mano al Capo ed evitarle l'ennesimo massacro di quest'anno, poi in fondo noto che la mia presenza è solo servita ad permettere al Capo di lasciarsi massacrare da altri eventi e circostanze invece che dal festival, ma sempre di massacri si è trattato. E allora che cazzo mi sono messa in mezzo a fare?

Non so. Questi sono i momenti in cui mi intristisco e penso che ogni tanto, forse potrebbe non essere brutto essere una persona normale. Quantomeno, un po' più normale di quanto io non sia. Lavoro regolare... stipendio regolare... previdenza... orari fissi... stabilità... la sera spegnere il computer e spegnere anche la parte di cervello deputata al lavoro...

Mah. Non ce la potrei mai fare, sia chiaro. Sono solo i classici momenti in cui l'erba del vicino è sempre più verde della mia. E mi ci intristisco un po'. Probabilmente, una volta che sarò riuscita ad arginare i danni della figura di merda, e che avrò risolto il fastidioso problemino, già vedrò le cose in maniera un po' diversa... stasera però avrei solo voglia di passeggiare per la città al buio per ore, prendendo a calci una lattina.

lunedì, luglio 21, 2008

E anche per quest'anno è andata

Fra giugno e luglio, questo blog viene sempre abbandonato.

E' una cosa fisiologica. E' che arriva Cartoon Club, il che significa che sparisco io. Iniziano le nottate a lavorare, iniziano le traduzioni, iniziano le centinaia di mail al giorno, iniziano anche le arrabbiature, gli screzi, le riappacificazioni, i momenti di soddisfazione e quelli di delusione: tutta roba normale, è solo il tasso di concentrazione che sale tutto in una volta.

Poi, di colpo, finisce. Di domenica, la sera. QUESTA sera.

Tra l'altro, quest'anno nello stesso periodo di cose ne sono finite diverse.

Anzitutto, per l'appunto, Cartoon Club. D'accordo, ci sono alcuni strascichi di cui occuparsi, ma le giornate più caotiche e difficili sono andate.

Pochi minuti fa ho pure consegnato l'ultimo copione che avevo promesso, e fino ai primi di agosto non voglio più vederne nemmeno uno. Lezione importante: mai più, dico MAI PIU', prendersi l'impegno di continuare a sfornare copioni anche durante Cartoon Club. Anzi, meglio ancora: mai più impegnarsi a sfornare copioni mentre sto facendo qualcos'altro che assorbe gran parte della mia attenzione, sia essa Cartoon Club o una vacanza. Quest'anno sono stata imbecille due volte: ho promesso che avrei sfornato copioni durante la vacanza in Canada, andando fin là armata di portatile, e poi durante Cartoon Club, portando avanti le due cose in contemporanea. Ripeto: mai più. Credo di essere viva per miracolo, e comunque ho scritto della roba indecente.

La settimana scorsa, ho visto stampato il primo numero di Fumo di China al quale NON ho lavorato. Cioè: ho scritto un articolo, ma in qualità di "collaboratrice qualsiasi", e non di redattrice. L'attività di redazione l'ho abbandonata, dopo dieci anni che la portavo avanti. Sono troppo assorbita da altre cose, sia di lavoro che personali, e un fronte andava per forza abbandonato. Dentro FdC ora ci sono forze nuove, più giovani, più entusiaste, più adatte di me. Non aveva senso rimanere. Ho addosso un po' di malinconia, ma sono molto convinta di aver fatto bene.

Tornando a Cartoon Club: com'è andato?
Boh... credo bene. Cioè: da un lato ho avuto tantissime soddisfazioni, conosciuto gente nuova, ricevuto complimenti e attestazioni di stima, fatto figuroni a cui in effetti tenevo, rivisto persone che non vedevo da un secolo e che mi hanno salutato con lo stesso entusiasmo con cui io ho salutato loro (Paola, rivederti è stato veramente un enorme piacere). Dall'altro lato non sono sicurissima che tutte queste cose siano valse la quantità di stress e di fatica accumulata negli ultimi mesi. Ohi, mica si può andare avanti così, ogni tanto voglio pure respiraaareeeeee...

Però, adesso basta con le geremiadi, dài che in fondo non va male. Ho solo bisogno di fare un po' di cura del sonno, che sarà mai. A questo punto mi resta solo da abbracciare virtualmente e pubblicamente i "compagni di avventura" che negli ultimi tre giorni mi hanno fatta più rilassare e divertire: Steve (sei un artista), il Topo (cazzo, Topo, ti ho appena ascoltato su MySpace! Ma canti benissimo!!!), Maggie (sei una vera professionista) e Svizzero (l'enciclopedia umana).

Tra i "colleghi / non colleghi", il primo posto in termini di simpatia, cortesia e gradevolezza va a pari merito a Lorenzo da una parte (con orchestra al seguito), e ad Elisabetta e Martina dall'altra. Fossero tutti così, gli ospiti!

Palma dello sbriciolamento di maroni a un certo gruppone di ospiti da un certo paese straniero. Se dovevate venire fino in Italia solo per fregarvene degli appuntamenti che il festival vi proponeva e affogarvi di Sangiovese, la prossima volta ditemelo che ve ne spedisco quattro casse direttamente a casa, e così potete sbronzarvi in totale autonomia.

E poi un abbraccio speciale alle due che, per cause di forza maggiore, NON sono venute... la Donna Bionica e PurpleCri. Ci siete mancate, ma proprio TANTO.

End of the story per quest'anno, si inizia a pensare al 2009.
Ma con calma, eh?